
Il tonno in scatola è per distacco, senza troppe sorprese, un vero e proprio alimento molo gradito dalla maggior parte delle persone che fanno ricorso allo scatolame ovvero quelle forme di conserve che fanno ricorso proprio a questo processo. Il tonno in scatola però seppur molto diffuso non viene considerato spesso qualcosa di “benefico”.
La diffusione del tonno in scatola
E’ iniziata prevalentemente dal secondo dopoguerra, anche se le operazioni di inscatolamento anche in Europa sono iniziate ben prima, prevalentemente dall’inizio del 900. Questo perchè il tonno si presta molto bene a mantenere una struttura adatta all’alimentazione umana e presenta svariate sezioni commestibili all’interno nella propria forma.

Quasi tutte le abitazioni degli Italiani dispongono di almeno una scatoletta di tonno che viene identificato come un vero e proprio “salvavita” quando non si dispongno di alimenti pronti. Il tonno in questa forma ha l’indubbio pregio di essere un alimento pratico e soprattutto duttile, in grado di adattarsi a vari piatti.
Ciò che viene invece discusso è l’apparato effettisico sul nostro organismo ovvero se il tonno in scatola “fa bene” o “fa male”, elemento che trova ovviamente in molti una opinione che è non posivissima per varie motivazioni, dalla presenza di elementi più o meno “reali”. Ma in senso generale il tonno in scatola può essere benefico anche per la dieta?
I benefici del tonno in scatola
E’ un elemento abbastanza facile da reperire, anche se i vari tipi di tonno sono oramai considerati maggiormente a rischio e per questo viene maggiormente regolamentata la pesca intensiva in vari contesti. I benefici sono legati alle proprietà del tonno che vedono nel contesto alimentare un prodotto piuttosto interessante quanto completo.

Abbondano le proteine, ma anche gli acidi grassi, come i noti Omega 3, di notevole impatto positivo dal punto di vista dello sviluppo ed incremento cellulare (anche quelle celebrali) oltre a configurarsi come cibo estremamente utile come fonte di sali minerali, dal fosforo al potassio, passando per il calcio oltre a vari gruppi di vitamine.
Presenti quasi tutte quelle del gruppo B, che conferiscono un beneficio effettivo al sistema nervoso. Il tonno, anche quello in scatola è naturalmente privo di colesterolo e risulta essere una fonte di elementi facilmente assimilabili: questo significa che basta mangiarne quantità moderate per assumerne in buona quantità, non necessitando di particolari preparazioni.
Va bene per la dieta?
Generalmente si, il tonno a dispetto dei termini “grassi”, configura in buona parte la loro presenza come positiva: di acidi grassi “buoni” infatti ne è costituito e circa il 25 % della costituzione risulta essere formata da proteine, elementi formativi per la struttura del corpo. Inoltre l’apporto calorico non è eccessivo, specialmente per l’olio di buona qualità.

Il tonno in scatola risulta essere spesso considerato “poco adatto” ad una dieta che ne vede la presenza in modo frequente: questo è senz’altro vero, infatti una persona in media farebbe bene a limitare se in stato di salute buono, a 2-3 volte la settimana. Questo perchè come alri cibi sottoposti ad una conservazione, occorre limitarne il consumo.
Principalmente questo è dovuto a due elementi, i conservanti, prevalentemente olio e sale. Il primo serve a migliorare il sapore ma anche la capacità di conservazione, ll secondo non sempre è di ottima qualità (specialmente per le varianti più economiche) e può portare ad un aumento di calorie (in tal senso possiamo scegliere quello al naturale, meno calorico).
Problema mercurio
Discussa anche a tematica legata alla presenza di mercurio, ossia uno dei metalli pesanti più problematici per gli alimenti. La versione conosciuta che può annidarsi nei cibi è il metilmercurio, che viene assimilato dagli animali come i pesci, attraverso la loro alimentazione. Quindi anche il tonno è a rischio da questo punto di vista.

Il rischio di intossicazione da mercurio però non è spiccatamente legato al tonno in scatola ma coinvolge l’intera specie, anche se il tonno non è tra le categorie di prodotti ittici che ne contiene quantità estreme (quello è solito palesarsi nei pesci di grandi dimensioni). Resta però in vigore la regola consigliabile di non eccedere troppo spesso nel consumo.
Il Tonno in scatola non è quindi un elemento “negativo” anzi racchiude molte proprietà estremamente interessanti, allo stesso tempo come ogni altro alimento (il tonno scatolato subisce una ridotta forma di lavorazione, viene cotto al vapore, poi aggiunti elementi come sale ed olio) va consumato con una certa dose di responsabilità.