
Il nome scientifico è decisamente più elegante, come capita spesso con gli appellativi latini: Anobium Punctatum. Quel che è certo è che i tarli possono rovinare i mobili e risultare davvero catastrofici, specie nel lungo periodo. Basta una fessurazione nel legno e la femmina può deporre fino a ben 60 uova! Come liberarsene?
Caratteristiche dei tarli
I tarli possono arrivare a un massimo di 10 millimetri di lunghezza e il colore varia dal marrone (proprio come il legno) al nero, con alcuni esemplari che invece sono grigi. Si riconoscono per la loro forma sottile e oblunga, le piccole antenne e le ali che consentono loro di volare.

Mentre le larve tendono a scavare minuscole gallerie nel legno, una volta schiuse le uova, gli esemplari adulti formano i classici fori che caratterizzano la mobilia irrimediabilmente tarlata. Se si notato forellini o punti in cui compare della segatura, probabilmente una o più creaturine si aggirano nella nostra panca antica o nel comodino.
Il legno di cedo e quello di faggio appaiono più “teneri” e quindi attraenti per i tarli, che possono indebolire la struttura molto più facilmente. Sarebbe bene individuare subito i segni che i tarli stanno infestando il mobile, così da eliminarli tempestivamente, o magari prevenire proprio la loro comparsa con metodi mirati.
Tenere lontani i tarli
I tarli, proprio come molti altri esseri viventi, non tollerano le temperature estreme, che si tratti di caldo o di freddo: esporre al sole o congelare il legno tarlato è un buon metodo per eliminare drasticamente larve, esemplari adulti o uova. Ovviamente, esistono anche degli insetticidi a base chimica, ma bisogna valutare i pro e i contro.

Un insetticida può essere dannoso per piante, altri animali e anche sgradevole per l’uomo, specie in ambienti chiusi. L’alternativa è quella di sostituire completamente il legno tarlato, ma questa soluzione ha un reale senso solo qualora il danno sia molto esteso. Altrimenti, ci sono i buoni, vecchi rimedi della nonna.
Va ricordato, però, che si tratta di metodi che non sempre funzionano appieno, specialmente se l’infestazione è già parecchio avanzata. Si può comunque tentare e utilizzare alcuni di questi metodi al fine di prevenire la comparsa di tarli. O, quantomeno, di scoraggiarli. Una di queste soluzioni è rappresentata dall’aceto bianco.
Aceto e oli essenziali
L’aceto bianco è ottimo contro alcuni tipi di insetti, quindi perché non dovrebbe infastidire anche i tarli contribuendo a tenerli lontani? Basta predisporre una miscela con acqua e aceto bianco, oppure acqua e limone e spennellare dove si vedono i tipici fori. Oppure dare una passata a un legno datato.

Chi ama gli oli essenziali e le loro profumazioni, può cospargere gentilmente il mobile preferito con una miscela di acqua e olio di cedro. In particolar modo, si può destinare questo rimedio ad armadi chiusi e cassetti, ma senza esagerare per non rendere la profumazione pesante e quindi sgradevole. La naftalina, invece, è fuori commercio
L’odore pungente della naftalina potrebbe tenere lontani i tarli, tuttavia è nociva anche per l’uomo, quindi nel caso andrebbe sostituita con la canfora, pur se il problema dell’odore troppo forte resta lo stesso. In alternativa, esistono spezie naturali che per noi hanno un profumo gradevole, ma per i tarli no.
La cucina che fa male ai tarli
In cucina, le spezie sono spesso presenti: ecco allora che i chiodi di garofano o la cannella diventano profumatissimi rimedi da inserire in un sacchetto da riporre nei mobili in cui i tarli potrebbero annidarsi. E se si ha qualche bel cespuglio di alloro in giardino, nel sacchetto si può inserire una buona manciata di queste foglie.

Anche gli agrumi sembra siano sgraditi ai tarli, quindi basta gustare un’arancia o un paio di mandarini e inserire le bucce in un sacchetto per ottenere un rimedio eccezionale e davvero gradevole. Lo stesso concetto vale per la lavanda, un aroma amato da molti che si inserisce spesso anche in borse e armadi.
Tornando agli oli essenziali, c’è da segnalare quale dissuasore per tarli anche quello di eucalipto, che un tempo era uno dei rimedi principali. In realtà, la sua efficacia riconosciuta oggi è solo quella di nutrire il legno. Infine, abbiamo l’aglio, da usare però rigorosamente all’aperto per gli alberi e non certo nei mobili di casa!